Intervista a Manuel Arbanassi

Salve a tutti!

Il nuovo anno inizia con un'intervista a un autore che ho trovato molto interessante (e simpatico), Manuel Arbanassi.

Quando è nata la tua passione per la scrittura?
 
Non saprei dire esattamente quando è nata! Ho sempre amato scrivere ed inventare storie, sia per i temi scolastici che a casa. Scrivevo anche poesie una volta, anche se ormai ho perso quell'arte crescendo.
Se devo dare un inizio a quando ho cominciato a voler scrivere e far leggere ad altri, direi alle superiori, dove ho collaborato con il giornalino d'istituto e scritto brevi storie.
 
Hai un genere che prediligi scrivere?
 
Adoro scrivere romanzi fantasy, di vario genere: dal fantasy medioevale classico a uno dei miei generi preferiti, il cyberfantasy (che è il genere del mio prossimo romanzo, Tiogair). Trovo il connubio tra tecnologia, società moderna e magia estremamente intrigante.
 
Hai mai avuto il blocco dello scrittore?
 
Assolutamente sì. Ho periodi - in certi periodi vado avanti come un treno, poi ad un certo punto mi viene il blocco e mi perdo anche per parecchio. Di solito questo succede o all'inizio (la classica sindrome della pagina bianca) o verso la fine quando si raggiunge il momento di fare correzioni e gli ultimi lavori. O la traduzione, anche.
 
Dove trai ispirazione per i tuoi romanzi?
 
Trovo che l'ispirazione non si prenda solamente da una singola 'cosa'. Trovo che sia più che altro un internalizzare tutto quello che ci sta attorno e poi adattarlo a quello che stiamo scrivendo. Per esempio, un giorno puoi andare fuori e vedere una coppia che litiga al bar - anche una scena semplice come questa può far scatenare un processo creativo, perchè fa scattare domande: di cosa litigano? Da quanto staranno assieme? Ma lui che tipo è? E lei? e così via.
 
Hai sempre voluto fare lo scrittore?
 
Ho sempre voluto essere in questo campo, sì. Se non proprio 'scrittore' ho sempre voluto essere in un contesto creativo, solo che sono completamente negato col disegno e non ho avuto la costanza di allenarmi con uno strumento musicale. Scrivere mi è sempre piaciuto parecchio, ed è uno dei campi creativi in cui mi ritrovo di più.
 
I personaggi dei tuoi romanzi hanno caratteristiche comuni con la tua persona?
 
Assolutamente. Alla fine, una cosa è innegabile - si scrive sempre di quello che si conosce. In quanto tale, trovo che spesso, anche in piccole cose, si può trovare una parte dello scrittore sia nei suoi personaggi che nel modo in cui è caratterizzato il suo mondo, o i messaggi che si trovano nei suoi libri.
 
Quali sono i tuoi romanzi preferiti? In qualche modo, hanno questi influenzato i
libri che scrivi?
 
Da una parte ci sono i romanzi della trilogia di Moonlight Bay di Dean Koontz. Lo stile narrativo e il modo in cui i personaggi si comportano di fronte a situazioni innaturali è stato una particolare ispirazione per quello che è diventato il mio stile, credo. Poi ci sono i racconti di H.P. Lovecraft, da cui ho preso la cognizione di quelli che sono concetti di sfondo che appaiono nei miei lavori - una mancanza di bene o male 'definiti', più un universo che si muove senza tenere conto di quelle che sono le necessità della gente comune.
 
Mediamente, quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo?
 
Per ora non ne ho ancora pubblicati abbastanza per fare una media! Ma Elemental l'ho scritto in circa un anno per la versione italiana, poi per varie ragioni èrimasto nel cassetto fino all'anno scorso. Tiogair l'ho cominciato in febbraio 2016, poi ho avuto un anno un po' strano ma ora si sta avviando alla conclusione. Conto di accorciare drasticamente i tempi una volta che sono riuscito a mettere un po' di ordine nella mia testa, e di finire Elemental 2 entro la fine dell'anno.

Intervista a Chiara Pilat

Salve a tutti!

Avendo letto “Uomini come bestie”, ho deciso di contattare la scrittrice Chiara Pilat per porle alcune domande sul romanzo e sulla sua carriera in generale. Chiara è stata gentilissima e molto disponibile nel rispondere ai miei quesiti.

 Dove hai preso ispirazione per scrivere “Uomini come bestie”?

L'idea mi è venuta in mente molti anni prima di scrivere il romanzo, semplicemente leggendo un articolo dove si faceva notare che il latte prodotto dalle mucche era destinato ai loro vitelli e non a noi. Da qui ho pensato che anche il latte umano sarebbe potuto diventare un alimento gradito ad una razza aliena così come le nostre carni e la mia fantasia ha fatto il resto.

La protagonista ha delle caratteristiche in comune con la tua persona?

Credo che Taylor abbia in comune con me l'amore incondizionato per i bambini e l'incapacità di restare indifferente di fronte ai soprusi.

Qual è il genere che preferisci scrivere? Hai avuto il cosiddetto “blocco dello scrittore” durante la stesura del romanzo?

Il mio genere preferito è il romanzo d'avventura. Che sia uno storico o un fantasy poco importa, adoro scrivere scene d'azione e mettere in costante pericolo i miei personaggi. Durante la stesura di “Uomini come bestie” non ho avuto blocchi, anzi, ho scritto l'intera opera in un paio di mesi.

Quando è nata la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura è nata verso i diciotto anni, quando ho scritto la mia prima opera di fantascienza e alcuni racconti.

Da bambina desideravi essere una scrittrice?

Assolutamente no. Ricordo di aver affermato più volte di voler fare la gelataia oppure la maestra, ma la scrittrice proprio no, e posso aggiungere che fino all'autunno del 2014 non avrei mai immaginato che sarei riuscita a scrivere un romanzo eppure, ad oggi, ne ho all'attivo addirittura tre oltre ad altri sei che attendono di essere pubblicati in futuro.